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Archivi tag: bambini

Pesca culturale e missionaria ad Alba

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14-10-2019

Ad Alba (CN), in ottobre, mese missionario, delle suore Figlie di San Paolo e dei laici, alternano la loro presenza a uno speciale gazebo, per alimentare una pesca a sostegno del progetto “Quaderni formativi” per bambini e bambine poveri del Pakistan.

Quando il bene contagia!!!

Con la mia voce

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12-10-2019

Corso di Lettura ad alta voce. Per i “grandi” che vogliono leggere ai “piccoli” con più divertimento e sicurezza, partendo dai testi della letteratura per ragazzi. Per sperimentare le tecniche di lettura ad alta voce al fine di rendere le storie che si leggono ai bambini sempre più vivaci, coinvolgenti e straordinarie.

Per aiutare i genitori, i nonni, gli educatori, gli insegnanti a formarsi un proprio repertorio di letture da condividere con i bambini. E, non ultimo, per formare un gruppo di lettori volontari, appassionati e competenti.

Chi legge ad alta voce affascina dando vitalità e coloritura al testo, facendolo letteralmente parlare; comunica inoltre che la magia che si sta compiendo è ripetibile, perché attinta da un contenitore, il libro, che è accessibile a tutti.

Tra il lettore e l’ascoltatore si realizza una relazione di profondo ascolto. Un ascolto non passivo, ma profondamente attivo, che mette in gioco le capacità superiori dell’individuo: attenzione, concentrazione, memoria, pensiero logico, costruzione di immagini mentali, elaborazione dei vissuti emotivi a partire dagli stimoli corporei.

 

 

Durante il corso, tra l’altro, abbiamo appreso cos’è il Kamishibai.
In giapponese significa “dramma di carta”; è una forma di narrazione che ha avuto origine nei templi buddisti nel Giappone del XII secolo, dove i monaci utilizzavano gli emakimono per narrare a un pubblico, principalmente analfabeta, delle storie dotate di insegnamenti morali.

Le religiose anti-tratta ricevute dal Papa

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01-10-2019

Le chiamano suore anti-tratta, ma il termine è riduttivo rispetto all’impegno di frontiera, delicato e rischioso, che portano avanti da dieci anni tramite la rete Talitha Kum: liberare donne, bambini e uomini dalle condizioni di schiavitù in cui si trovano. Papa Francesco ha voluto incontrarle in udienza privata, durante l’assemblea generale che le ha portate a Roma dal 21 al 27 settembre. 86 delegate provenienti da 48 Paesi, tutte parte di questo grande network presente in 92 Paesi, con 44 reti nazionali nei cinque continenti. Dieci di loro sono state premiate per il loro impegno: da Nigeria, Italia, Thailandia, Perù, Canada, Stati Uniti, Australia, Filippine, India. Tutte unite e determinate nella lotta a tutte le forme di schiavitù del XXI secolo, fenomeno che coinvolge nel mondo almeno 40 milioni di persone, di cui il 70% sono donne e bambini.

I “Quaderni formativi” raggiungono bambini e bambine!

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26-09-2019

Così scrivono le Figlie di San Paolo del Pakistan:  “Ci proponiamo di diffondere questi ‘quaderni’ specialmente nelle scuole, ma anche in esposizioni, attività educative e di svago per i bambini di strada… Intendiamo sfruttare tutte le occasioni per diffonderli specie nelle zone più povere, disagiate e lontane, nella speranza di poter difendere tanti bambini dai sorprusi, dalla violenza e dalla cultura dei disvalori”.

 

Gli stampatori dei “Quaderni formativi”

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17-09-2019

Ecco i signori della tipografia pakistana HASSAN ZUBAIR – BPH PRINTERS, dove sono stati stampati i “Quaderni formativi”. Complimenti per il bel lavoro fatto!

 

 

 

 

 

 

“Quaderni formativi” freschi di stampa!

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11-09-2019

Pakistan. Evviva!!! I primi due “Quaderni formativi” sono stati stampati e da Lahore giunge a tutti i benefattori un grandissimo grazie. Ecco la lettera!

 

Un padre felice per aver avuto i “Quaderni formativi” per i suoi figli

 

17 novembre. Giornata mondiale dei Poveri

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14-06-2019

La speranza dei poveri non sarà mai delusa”, questo il tema del messaggio di papa Francesco per la Giornata.

Il Papa, elencando le povertà del nostro secolo che riguardano milioni di persone nel mondo, pensa alle famiglie costrette a emigrare per cercare lavoro; ai bambini «violentemente separati dai genitori per un brutale sfruttamento»; ai giovani disoccupati «per politiche economiche miopi»; ai milioni di immigrati «vittime di tanti interessi nascosti, spesso strumentalizzati per uso politico, a cui sono negate la solidarietà e l’uguaglianza» e ai senza dimora emarginati.

«Quante volte vediamo i poveri nelle discariche a raccogliere il frutto dello scarto e del superfluo – scrive Francesco −, diventati loro stessi parte di una discarica umana sono trattati da rifiuti, senza che alcun senso di colpa investa quanti sono complici di questo scandalo. Si è giunti perfino a teorizzare e realizzare un’architettura ostile in modo da sbarazzarsi della loro presenza anche nelle strade, ultimi luoghi di accoglienza».

Ancora, il pontefice coglie anche l’occasione per condannare il caporalato che coinvolge ogni anno, specie nel sud Italia, migliaia di immigrati costretti a lavorare per ore sotto il sole cocente, «ricompensati con una paga irrisoria; non hanno sicurezza sul lavoro né condizioni umane che permettano di sentirsi uguali agli altri».

12 giugno. Giornata mondiale contro il lavoro minorile

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11-06-2019

Dare voce ai bambini, vittime del lavoro, consente alle organizzazioni internazionali di capire meglio il fenomeno, e migliorare gli interventi a favore dei bambini.

Secondo le stime più recenti dell’UNICEF, in tutto il mondo 150 milioni di bambini tra i 5 e i 14 anni sono coinvolti nel lavoro minorile.
Dei 115 milioni di bambini di età compresa tra i 5 e i 17 anni impiegati nelle forme peggiori di lavoro minorile, come quelle che prevedono carichi pesanti, contatto con sostanze chimiche e un orario di lavoro prolungato, il 60% risulta impiegato nell’agricoltura, il 7% nell’industria e il 26% nei servizi. Nell’Africa Subsahariana lavora più di un terzo dei bambini.

Kenya. La famiglia di Bernard si racconta

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30-04-2019

La famiglia di Bernard, beneficata dai sostenitori del progetto Scuola per tutti“, ci scrive:

 

“Nella mia famiglia siamo in otto. Vivevamo nello slum di Kibera in Nairobi con i nostri genitori. Nostro papà faceva qualche lavoro saltuario come idraulico e nostra madre qualche lavoretto. Ma i soldi bastavano solo per darci da mangiare, ma non per mandarci a scuola. La nostra vita era miserabile. Un giorno un nostro zio che lavorava con le suore Paoline, venne a trovarci accompagnato da una suora. Suor Teresa, vedendo la nostra situazione pregò i nostri genitori di tornare al villaggio; lei avrebbe cercato qualcuno per pagarci la scuola (al villaggio la scuola costa di meno; inoltre i nonni avevano un po’ di terra).

Così tutta la famiglia andò a vivere al villaggio, vicino ai nostri nonni. Eravamo contenti e presto iniziammo a frequentare la scuola. Però, nel novembre del 2006, la nostra mamma, mentre dava alla luce l’ottavo bambino, morì. Così rimanemmo soli con il papà e un fratellino di un giorno. Dopo il funerale, uno zio prese con sé il neonato (lui aveva un bambino di 2 anni) e questo gesto fu buono perché il bambino poté sopravvivere. Dopo tre anni nostro papà volle che anche questo bambino, che si chiama Philip, ritornasse con noi, fratelli e sorelle. Ora va a scuola.

Per alcuni anni la vita riprese e stavamo discretamente. Grazie all’aiuto costante dei benefattori, tutti andavamo a scuola. Nel 2011 però, nostro padre ha iniziato a sviluppare una protuberanza alla testa e dopo alcune lastre, scoprirono che era un tumore al cervello. Venne operato e dovettero togliere parte dell’osso cranico per rimuovere il tumore. Per sei mesi rimase con il cranio aperto per guarire. Dopo sei mesi subì una seconda operazione e rimpiazzarono l’osso cranico, rimosso precedentemente, con un osso artificiale. Grazie a Dio tutte e due le operazioni ebbero buon successo, anche se deve continuare le cure. Come conseguenza di questa malattia, le sue gambe non sono più forti e non può fare lunghi percorsi e per quelli brevi deve usare il bastone. Comunque siamo contenti che lui sia rimasto vicino a noi, specie dopo la morte di nostra madre.

Noi siamo molto riconoscenti per il vostro aiuto e grazie a voi, siamo tutti andati a scuola.

Questa è ora la nostra situazione:

  • Emmanuele, il primo, ha completato la scuola superiore e fa l’elettricista;
  • Elizabeth, la seconda, ha lasciato la scuola dopo la seconda superiora si è sposata e ha avuto due bambine (la seconda sfortunatamente è morta dopo due settimane);
  • Jacky, il terzo, ha completato la scuola superiore e si è sposato;
  • Isaaya, il quarto, ha finito la quarta, cioè la scuola superiore;
  • Zeno, il quinto, ha completato anche lui la scuola superiore;
  • Cliffe, il sesto, va ancora a scuola;
  • Anna, la settima, va ancora a scuola;
  • Philip, l’ottavo, che non vide mai la mamma, va ancora a scuola.
Zeno
Anna
Philip

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Noi siamo riconoscenti a Dio; a sr Teresa e a Silvia che non ci hanno mai fatto mancare l’aiuto; a Cristina Canale e altri benefattori, che non hanno mai dimenticato la famiglia di Bernard! Continuate a esserci vicini e a pregare per nostro padre perché, dall’ultimo controllo, sembra debba affrontare un’altra operazione.

Grazie a voi, anche noi abbiamo potuto frequentare la scuola come gli altri bambini!”

la famiglia di Bernard

8 aprile: Giornata internazionale dei popoli Rom e Sinti

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08-04-2019

L’8 aprile è la Giornata internazionale del popolo Rom, il Romano Dives. L’occasione è stata istituita in tutto il mondo per celebrare la cultura rom e per tenere alta l’attenzione sui problemi e le discriminazioni subite da questo popolo. Riconosciuta dall’Onu, la data dell’8 aprile è stata scelta per ricordare il primo congresso internazionale del popolo Rom del 1971.

Secondo l’Agenzia europea per i diritti fondamentali (Fra), la popolazione Rom e Sinti residente in Europa è di circa 10-12 milioni di persone. Di queste, più o meno 6 milioni sono quelle che vivono nei Paesi dell’Ue e la maggioranza sono cittadini europei. Con questi numeri, i Rom costituiscono la minoranza etnica più diffusa nel Vecchio Continente. La maggior parte si trova in Romania (oltre 2 milioni) ma dati rilevanti si registrano anche in Spagna, Ungheria e Bulgaria (circa mezzo milione). Si tratta comunque sempre di stime: censimenti definitivi sono inesistenti.

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