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10 dicembre. Giornata mondiale dei diritti umani

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09-12-2018

Si celebra il 10 dicembre la Giornata mondiale dei Diritti umani. Tale data è stata scelta per ricordare la proclamazione da parte dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite della Dichiarazione universale dei diritti umani, il 10 dicembre 1948. Si parla di tutti i diritti dell’uomo, a partire dal primo e fondamentale diritto alla vita.
Ci sono poi i diritti al cibo, all’assistenza sanitaria, alla casa, al lavoro, alla libertà di coscienza e di espressione e, lontano ancora dall’essere concesso in larga parte del mondo, il diritto alla libertà religiosa. Perfino nei Paesi occidentali si registra la violazione di alcuni diritti fondamentali. Per questo le Nazioni Unite in questa giornata invitano a non abbassare la guardia, e a dare ciascuno in proprio contributo per il rispetto dei diritti di ogni individuo.

Kenya. Progetto “Scuola per tutti”

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07-12-2018

Il progetto “SCUOLA PER TUTTI” mira in particolare a provvedere al pagamento – tramite l’aiuto degli “Amici di Tonezza” – della retta scolastica per una sessantina di bambini e ragazzi che vivono situazioni di particolare disagio: orfani, malati di AIDS, denutriti, figli di ragazze madri, abbandonati dai genitori o con genitori poverissimi che, anche se le prime 4 classi elementari sono gratuite, non possono comunque sostenere gli obblighi connessi alla frequenza scolastica, quindi comperare la divisa (obbligatoria), i libri, i quaderni, il banchetto; provvedere al pasto…
L’aiuto viene offerto su basi di conoscenza diretta delle varie situazioni. Si cerca inoltre di monitorare il percorso scolastico di ogni bambino e ragazzo; di incoraggiare i meritevoli, spronare chi fa più fatica e indirizzare alla scuola tecnica dei Salesiani coloro che non sono portati per lo studio.
Poter studiare significa acquistare dignità; non finire per strada a fare lavori pesanti o saltuari.

AIUTACI AD AIUTARE!

Offri anche tu 5 euro per una giornata di scuola

 

alcuni “Amici di Tonezza” in visita ai ragazzi del Kenya

 

Pakistan. Progetto “Quaderni formativi”

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16-11-2018

Aiutiamo i bambini poveri del Pakistan e soprattutto le bambine, a migliorare le proprie condizioni di vita; a far avanzare una cultura del rispetto della donna e dei suoi diritti. Per questo sosteniamo i costi di pubblicazione di due quaderni:

 

Aiutaci ad aiutare

Con 3 euro doni 2 quaderni e 1 penna biro

Con 5 euro doni 4 quaderni e 2 penne biro

 

Due finestre sul carcere. A Palermo.

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07-04-2018

Paoline Onlus di Palermo, in collaborazione con Al Revés Società Cooperativa Sociale, promuove incontri-dibattito per conoscere, confrontarsi e aprire piste di speranza sulla realtà carceraria.

 

 

Le 3R del Vincente a Reggio Calabria

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31-03-2018

 

RIPENSA • REINVENTA • RIPARTI

Attraverso il racconto cinematografico, la comunicazione audiovisiva e il linguaggio filmico, che ha molta presa sui ragazzi, si vuole aiutare i giovani spettatori a pensare, ripercorrere il proprio vissuto per ritrovare il gusto di vivere in maniera diversa e ripartire per un futuro nuovo.

Il cinema è, oggi più che mai, cifra eloquente della società e delle tendenze che la attraversano, anche nelle singole odissee personali. Prenderne coscienza è un primo passo per ri-pensare la propria vita, re-inventarla e intravedere possibilità per ri-partire con orizzonti nuovi.

Destinatari del progetto sono ragazzi stranieri, alcuni maggiorenni e altri minori non accompagnati, accolti presso la casa parrocchiale di Cannavò. C’è chi frequenta la scuola statale per l’alfabetizzazione; chi il liceo scientifico o l’istituto d’arte. Sono ragazzi provenienti da diversi Paesi, di diverse culture e religioni che, uniti dall’accoglienza, vengono aiutati a imparare l’italiano, a integrarsi.

La casa offre momenti di quotidianità, di grande rispetto e accoglienza. La prima cosa che i ragazzi devono sentire è il cuore, la famiglia. È un’esperienza di crescita per tutti. Molti di loro raccontano storie agghiaccianti, come chi, in Libia, ha vissuto l’inferno o coloro che, nella traversata, hanno visto persone morire sotto i loro occhi, nell’impotenza più assoluta.
Il progetto ha tre finalità:

– educazione e formazione permanente, nell’apprendere la responsabilità delle proprie scelte;

– inclusione sociale, aprendosi all’esercizio della cittadinanza attiva;

– interazione e creatività di ogni partecipante, utilizzando l’analisi del racconto filmico come spazio di espressione della propria individualità.

ECCO I  RAGAZZI DI CANNAVO’ AL LAVORO!

Minori, sostantivo plurale

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10-03-2015

di Maria Daniela Cavuto
Foto di: amandasandlin

Minori quando parliamo di bambine e bambini, ragazzi e ragazze, tutti gli appartenenti al genere umano con età inferiore ai diciotto anni, i “giovani”.

Minori, aggettivo qualificativo e in forma comparativa è rapportato all’esistenza di qualche cosa di “maggiore” e per contrapposizione si potrebbero citare gli “adulti”.

I giovani considerati minori degli adulti per età anagrafica e forse anche per esperienza, quindi in qualche modo sono da considerarsi maggiori proprio gli adulti.

Trasferendo il discorso e giocando con le parole, possiamo chiederci se questo “maggiore” è come nel conosciutissimo “ubi major minor cessat” secondo il quale, senza scomodare riferimenti giuridici o sociologici di potere e diritto, possieda più capacità e conoscenza rispetto alla parte minore che quindi perderebbe rilevanza. Questo crescendo dialettico porta velocemente a considerazioni di contrapposizione, ad argomentazioni di valori riconosciuti, condivisi o rinnegati.

Da sempre l‘attrito tra nuove e vecchie generazioni è in realtà motore di crescita per tutti. I giovani, gli adulti, non parti contrapposte ma sinergiche per scambiare e donarsi reciprocamente i propri mondi e questo potrebbe interrompere qualsiasi considerazione in precedenza espressa.

I giovani abitano la casa del domani, parafrasando le parole del poeta Gibran e gli adulti forse quella dell’oggi e così dovrebbe essere con la responsabilità e la capacità del buon padrone di casa.

Capacità di condurre e proporre, capire e sentire, comunicare e ascoltare, sapere, conoscere e sapere trasmettere, quindi educare.

I minori, i maggiori, le responsabilità della differenza nella nostra società, nel momento storico attuale che vede leggi di tutela per i più deboli, i minori, di sostegno per i giovani in un mondo condotto da adulti che spesso tali non sono diventati e che non riescono a trasmettere valori.

La tutela probabilmente dovrebbe essere nei confronti dell’educazione e poi della formazione e dei mezzi attraverso i quali oggi si erogano queste attività.

Mezzi nuovi, moderni, giovani ma gestiti da adulti che spesso, pagando insieme lo scotto della non conoscenza, hanno usato in modo inappropriato a volte abusato i nuovi “media”, queste nuove forme di comunicazione.

La Carta di Alba, codice di comportamento per l’uso consapevole e corretto del web, che la Fondazione Movimento del Bambino ha presentato nel 2008 è un segno del nostro tempo a tutela dei minori, che come tale sono più deboli rispetto agli adulti, ma anche in tempi lontani questo problema era sentito e l’Istituto degli innocenti di Firenze che dal 1400 opera in tal senso, con questo suggestivo nome che tutto dice dell’intento organizzativo teso a tutelare i bambini e i loro diritti.

L’umanità ha sempre sentito questo dovere, forse tempi e regole passate non hanno permesso la diffusione di questo intento, forse altre priorità socio-economiche, anche politiche, non hanno favorito le attività di tutela, forse “erano altri tempi”, così si usa dire, e quindi non c’era consapevolezza specifica.

Oggi, nonostante le leggi economiche conducano a una schizofrenia formativa, da una parte si tende a lasciare nella loro giovinezza i giovani che così continuano a consumare beni e servizi a loro dedicati, dall’altra si tende a volerli “iper-formare” per farli entrare nel mondo del lavoro con altre competenze, per assicurare loro miglior futuro, per renderli degli sportivi magari degni di nota, forse per renderli consumatori di beni e servizi di altre categorie.

Doppia identità di consumatori, spesso meno tempo a disposizione, più informazioni, troppe e superficiali, con apparente conoscenza, applicazione e studio, soprattutto quelle derivanti dalla passione; tempo e spazio scarsi per il silenzio della mente, quello interiore, il vuoto creativo che avvicina a noi stessi e alla nostra anima: cresciamo insieme?

Ecco qui i nostri giovani, spesso chiamati minori, e la loro educazione impartita dagli adulti, ma anche la nostra educazione a essere adulti, educatori responsabili, genitori attenti, e la stretta interazione tra queste parti, e la capacità o incapacità di tutti nell’attuare forme di tutela che generano questo nostro mondo.

Non guardiamo troppo lontano, partiamo dalle nostre case, dalle nostre famiglie e facciamo silenzio consapevole, guardiamoci negli occhi, anche se sarà una fatica distoglierli dai nostri video di tutte le dimensioni, dai televisori, personal computer, cellulari e proviamo insieme a decidere, anche a inventare le forme di tutela personale della nostra comunicazione individuale, prima azione educativa.

Coraggio!

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