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Archivi tag: misericordia

27 settembre: Giornata mondiale del Migrante e del Rifugiato

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27-09-2020

È a loro che è dedicata l’odierna Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, la 106.ma, che chiede attenzione sulla “tragica condizione”, spesso “invisibile”, che vivono, come indicato da Papa Francesco nel messaggio dedicato alla ricorrenza e pubblicato nel maggio scorso, dal titolo “Come Gesù Cristo, costretti a fuggire. Accogliere, proteggere, promuovere e integrare gli sfollati interni”. “In ciascuno di loro è presente Gesù – scriveva il Papa – costretto , come ai tempi di Erode, a fuggire per salvarsi. Nei loro volti siamo chiamati a riconoscere il volto del Cristo affamato, assetato, nudo, malato, forestiero e carcerato che ci interpella. Se lo riconosciamo, saremo noi a ringraziarlo per averlo potuto incontrare, amare e servire”. Parole che ribadiscono la particolare attenzione di Francesco verso i più vulnerabili…

Pakistan: musulmani e cristiani uniti per aiutare i bisognosi

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19-04-2020

Un esempio di armonia interreligiosa. Succede a Karachi dove insieme si lavora ad un campo in cui distribuire cibo per chi ha fame.

Padre Saleh Diego, vicario generale dell’arcidiocesi di Karachi, il 16 aprile, ha concesso il permesso, a nome del cardinale Joseph Coutts, al Jafaria Disaster Management Cell (JDC), ente di beneficenza musulmano, di istituire un campo per la raccolta e la distribuzione di cibo nel complesso della cattedrale di San Patrizio, durante la pandemia di coronavirus, riporta UCA News.

Padre Diego ha consentito all’organizzazione no-profit musulmana di venire ad allestire il campo nell’area della cattedrale e di lavorare insieme per distribuire cibo alle persone bisognose. Il sacerdote si è detto impressionato per il numero di volontari cristiani che hanno aderito alle operazioni di soccorso fornite senza alcuna discriminazione religiosa.

“Sono grato a Zafar Abbas – ha detto il sacerdote – e a tutti i volontari del JDC che lavorano 24 ore su 24 per dare cibo ai nostri fratelli, sorelle e bambini in quest’ora di difficoltà”.

Lettera delle Figlie di San Paolo di Faisalabad (Pakistan)

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14-04-2020

Con lo scoppio del coronavirus il mondo intero è improvvisamente cambiato. Qui in Pakistan la gente è povera ma ora è diventata ancora più povera. In questo tempo tragico molti si rivolgono a Dio, ma c’è anche chi sta perdendo la propria fede.

In questa situazione dolorosa e difficile, noi Paoline del Pakistan abbiamo deciso di non chiudere il cuore, anche se abbiamo dovuto chiudere i nostri Centri apostolici e non visitare più parrocchie e scuole. Dio ci ha fornito i mezzi più veloci per raggiungere molte anime con il Vangelo e continuare il nostro apostolato con l’uso dei media digitali. La situazione in cui oggi ci troviamo, ci ha fatto pensare a nuove modalità di annuncio. Con l’incoraggiamento del vescovo monsignor Indrias Rehmat, con l’aiuto di molti sacerdoti che condividono le loro riflessioni e con il sostegno di alcuni laici, abbiamo iniziato a registrare il Vangelo e la riflessione quotidiana nella lingua urdu. Questo programma viene poi offerto su WhatsApp. Molte persone apprezzano le belle e significative meditazioni e sono molto grate per la possibilità di ascoltare quotidianamente la Parola di Dio nella lingua locale.

Il vescovo ci ha anche chiesto di fare la registrazione della Via Crucis e della Messa quotidiana e caricarle su Facebook e WhatsApp dando la possibilità, per chi lo desidera, di parteciparvi anche da casa. Grande è la nostra gioia per questo servizio perché, mentre siamo chiuse nelle mura della nostra comunità, possiamo ancora portare la Parola di Dio al nostro popolo.

Come ci dice il nostro padre San Paolo, non dobbiamo aver paura di nulla perché nulla può separarci dall’amore di Cristo.

Una ricordo e una preghiera per tutti.

La comunità delle Figlie di San Paolo di Faisalabad

14 aprile 2020

27 gennaio: Giornata della memoria

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14-01-2020

Raccontare per non dimenticare
In preparazione alla Giornata della memoria (27 gennaio) si moltiplicano le iniziative per sensibilizzare i ragazzi e i giovani, affinché riflettano, si responsabilizzino e nessuno possa più morire nell’indifferenza generale, come è accaduto per una triste pagina della nostra storia.

Anche un libro può essere utile a questo scopo. Come è appunto Suonando sul filo, un intenso racconto, tratto da una storia vera, per ragazzi, sulla Shoah, sul senso della memoria, sulla musica come strumento per vivere, su un tempo doloroso della storia del ’900.
Nel libro vengono proposte attività per rendere ancora più vivo il libro tra le mani dei ragazzi.
Per contrastare l’intolleranza, il razzismo, il risorgente antisemitismo, l’istigazione all’odio e alla violenza, è necessario parlare, raccontare, denunciare, ricordare; fare breccia nelle menti e nei cuori di tanti ragazzi che non sanno, non conoscono. Invitarli a studiare, ad abitare la storia, per orientare il loro futuro nel solco dei diritti inalienabili.

Il Giorno della memoria rappresenta un momento di riflessione storica e sociale. Sembra lontano il 1945, l’anno della debacle dei nazisti, tuttavia il ricordo di determinati fatti storici è fondamentale perché niente del genere accada più.

16 novembre. Giornata mondiale della tolleranza

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15-11-2019

La giornata Internazionale della tolleranza è un’osservanza annuale dichiarata dall’UNESCO nel 1995 per ricordare i principi ispiratori della Dichiarazione universale dei diritti umani, approvata dalle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948. Viene celebrata il 16 novembre.

L’intolleranza è spesso sinonimo di ignoranza e paura. Tali stati emotivi si “apprendono” per imitazione osmotica sin dalla giovane età; pertanto, maggiore attenzione deve essere impiegata nell’educazione della tolleranza e dei diritti umani. Occorrono maggiori sforzi per trasmettere ai bambini il profondo valore della solidarietà. I piccoli e gli adolescenti dovrebbero guardare con curiosità al prossimo ed aprirsi al mondo perché la pace non si raggiunge attraverso l’odio. E senza pace non può esistere futuro per nessuno di noi.

Papa Francesco invita al coraggio dell’alterità:

«Se crediamo nell’esistenza della famiglia umana, ne consegue che essa, in quanto tale, va custodita. Come in ogni famiglia, ciò avviene anzitutto mediante un dialogo quotidiano ed effettivo. Esso presuppone la propria identità, cui non bisogna abdicare per compiacere l’altro. Ma al tempo stesso domanda il coraggio dell’alterità, che comporta il riconoscimento pieno dell’altro e della sua libertà, e il conseguente impegno a spendermi perché i suoi diritti fondamentali siano affermati sempre, ovunque e da chiunque. Perché senza libertà non si è più figli della famiglia umana, ma schiavi. Tra le libertà vorrei sottolineare quella religiosa. Essa non si limita alla sola libertà di culto, ma vede nell’altro veramente un fratello, un figlio della mia stessa umanità che Dio lascia libero e che pertanto nessuna istituzione umana può forzare, nemmeno in nome suo» (Discorso ad Abu Dhabi, 4 febbraio 2019).

29 settembre. Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato

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27-09-2019

Il 29 settembre 2019 si celebra la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato. Papa Francesco ha scelto il tema “Non si tratta solo di migranti” per mostrarci i nostri punti deboli e assicurarci che nessuno rimanga escluso dalla società, che sia un cittadino residente da molto tempo, o un nuovo arrivato.

Nel suo Messaggio per la Giornata, papa Francesco ricorda: «Dunque, non è in gioco solo la causa dei migranti, non è solo di loro che si tratta, ma di tutti noi, del presente e del futuro della famiglia umana. I migranti, e specialmente quelli più vulnerabili, ci aiutano a leggere i “segni dei tempi”. Attraverso di loro il Signore ci chiama a una conversione, a liberarci dagli esclusivismi, dall’indifferenza e dalla cultura dello scarto. Attraverso di loro il Signore ci invita a riappropriarci della nostra vita cristiana nella sua interezza e a contribuire, ciascuno secondo la propria vocazione, alla costruzione di un mondo sempre più rispondente al progetto di Dio».

“Non si tratta solo di migranti”. Messaggio del Papa

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29-05-2019

“Non si tratta solo di migranti” è il titolo del Messaggio di papa Francesco per la 105ma Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, che si celebrerà il 29 settembre 2019.

Nel suo Messaggio il Papa richiama lo spirito del Vangelo, magna charta del cristiano e scrive:

– Non si tratta solo di migranti: si tratta anche delle nostre paure.

– Non si tratta solo di migranti: si tratta della carità.

– Non si tratta solo di migranti: si tratta della nostra umanità.

– Non si tratta solo di migranti: si tratta di non escludere nessuno.

– Non si tratta solo di migranti: si tratta di mettere gli ultimi al primo posto.

– Non si tratta solo di migranti: si tratta di tutta la persona, di tutte le persone.

– Non si tratta solo di migranti: si tratta di costruire la città di Dio e dell’uomo.

Inoltre dice: “Cari fratelli e sorelle, la risposta alla sfida posta dalle migrazioni contemporanee si può riassumere in quattro verbi: accogliere, proteggere, promuovere e integrare. Ma questi verbi non valgono solo per i migranti e i rifugiati. Essi esprimono la missione della Chiesa verso tutti gli abitanti delle periferie esistenziali, che devono essere accolti, protetti, promossi e integrati. Se mettiamo in pratica questi verbi, contribuiamo a costruire la città di Dio e dell’uomo, promuoviamo lo sviluppo umano integrale di tutte le persone e aiutiamo anche la comunità mondiale ad avvicinarsi agli obiettivi di sviluppo sostenibile che si è data e che, altrimenti, saranno difficilmente raggiunti.

Dunque, non è in gioco solo la causa dei migranti, non è solo di loro che si tratta, ma di tutti noi, del presente e del futuro della famiglia umana. I migranti, e specialmente quelli più vulnerabili, ci aiutano a leggere i “segni dei tempi”. Attraverso di loro il Signore ci chiama a una conversione, a liberarci dagli esclusivismi, dall’indifferenza e dalla cultura dello scarto. Attraverso di loro il Signore ci invita a riappropriarci della nostra vita cristiana nella sua interezza e a contribuire, ciascuno secondo la propria vocazione, alla costruzione di un mondo sempre più rispondente al progetto di Dio”.

21 marzo: Giornata mondiale contro il razzismo

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20-03-2019

Come ogni anno, in occasione della Giornata mondiale per l’eliminazione delle discriminazioni razziali che si celebra il 21 marzo, l’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali (UNAR) promuove la “Settimana di azione contro il razzismo”, campagna di sensibilizzazione e animazione territoriale giunta alla sua quindicesima edizione, in programma dal 18 al 24 marzo 2019.

Quest’anno il tradizionale appuntamento sarà prolungato nel tempo: al posto di una sola settimana, infatti, le iniziative si protrarranno durante il mese di marzo con un intenso programma promosso in tutta Italia, che coinvolgerà il mondo della scuola, delle università, dello sport e delle associazioni.

L’offerta culturale, dunque, è stata resa ancora più ampia e diversificata e, oltre ai numerosi eventi territoriali, è previsto il lancio di una campagna di informazione dal titolo “Diversi perché unici” #diversipercheunici e di uno spot che andrà in onda sulle reti Rai. L’obiettivo è quello di diffondere un messaggio di rispetto e tolleranza della diversità, di contrasto nei confronti di ogni forma di discriminazione e di sostegno attivo alle vittime.

Si prevede, inoltre, l’avvio di una campagna social sui canali Facebook e Instagram dell’UNAR, così da raggiungere anche un pubblico più giovane.

Palermo. “Un seme per rinascere”

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27-01-2019

Paoline Onlus, sede di Palermo, insieme con l’Istituzione Teresiana, da alcuni anni, porta avanti un progetto rivolto ai giovani dell’Istituto Penale Minorile (IPM) di Caltanissetta: “Un seme per rinascere”.

Come scrive sr Fernanda Di Monte, fsp, si tratta di una iniziativa di formazione per riqualificare il tempo trascorso nel carcere e accompagnare i giovani nell’educazione, nella formazione umana e interiore.

 

 

 

 

18 Novembre: i Poveri sono protagonisti

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15-11-2018

Domenica 18 novembre, si svolge la seconda Giornata mondiale dei Poveri. Una iniziativa nata per volontà di Papa Francesco:  di “evangelizzazione, preghiera e condivisione” che “favorisce una crescente attenzione alle necessità degli ultimi, degli emarginati, degli affamati”.
Il Papa pranzerà con circa 3mila poveri al pranzo organizzato in Vaticano nell’Aula Paolo VI appositamente allestita.
Anche quest’anno si ripete l’esperienza del Presidio Sanitario Solidale, l’iniziativa che vuole offrire cure gratuite a tutte le persone bisognose che normalmente avrebbero molte difficoltà ad accedervi. Quest’anno il Presidio Sanitario è stato allestito direttamente in Piazza San Pietro, sul lato sinistro, adiacente al Braccio di Carlo Magno.
Nelle diocesi di tutta Italia si moltiplicano le iniziative di solidarietà e attenzione ai meno fortunati.

«Sono innumerevoli le iniziative che ogni giorno la comunità cristiana intraprende per dare un segno di vicinanza e di sollievo alle tante forme di povertà che sono sotto i nostri occhi. Spesso la collaborazione con altre realtà, che sono mosse non dalla fede ma dalla solidarietà umana, riesce a portare un aiuto che da soli non potremmo realizzare. Riconoscere che, nell’immenso mondo della povertà, anche il nostro intervento è limitato, debole e insufficiente conduce a tendere le mani verso altri, perché la collaborazione reciproca possa raggiungere l’obiettivo in maniera più efficace. Siamo mossi dalla fede e dall’imperativo della carità, ma sappiamo riconoscere altre forme di aiuto e solidarietà che si prefiggono in parte gli stessi obiettivi; purché non trascuriamo quello che ci è proprio, cioè condurre tutti a Dio e alla santità. Il dialogo tra le diverse esperienze e l’umiltà di prestare la nostra collaborazione, senza protagonismi di sorta, è una risposta adeguata e pienamente evangelica che possiamo realizzare» (dal messaggio di papa Francesco per la Gionata dei Poveri 2018).

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