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L’uomo che dribblava i treni

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24-11-2016

Titolo: L’UOMO CHE DRIBBLAVA I TRENI
Sottotitolo:
Storie di un’umanità senza fissa dimora

Autore: Michele Capitani.

Argomento:Storie di uomini e donne senza fissa dimora: un’umanità vicina alle radici della vita e al suo senso.
  

Il compenetrarsi vicendevole tra il mondo dei “senza dimora” e il mondo della città visibile.

  
IL LIBRO:

L’umanità di cui si parla in queste pagine è fatta di uomini e donne che vivono per strada: le loro storie – spesso drammatiche, a volte assurde, talora comiche – mettono a nudo l’ ipocrisia delle persone cosiddette civili e rivelano la molteplicità delle risorse di una popolazione apparentemente invisibile, ma che reclama soltanto un posto più dignitoso nelle nostre città e nel cuore di chi una casa ce l’ha.
C’è chi, come Renato, prima di mettersi a dormire in stazione, diventata ormai il suo riparo per la notte, legge articoli sportivi su partite che non vedrà mai, o chi, come Davide, ha escogitato un sistema per dribblare i treni ed eludere la sorveglianza della polizia. O ancora chi, come Jan, dice di vedere gli Ufo e gli lascia anche da mangiare…
Sospesi tra l’abbrutimento di una vita ai margini e la poesia della strada, fatta di piccoli-grandi gesti gratuiti e inaspettati, i vagabondi, gli emarginati, i barboni che tendono una mano accovacciati sui marciapiedi sono spesso straordinariamente vicini alle radici della vita e al suo senso. “I senza-dimora − scrive l’Autore − hanno bisogno che il loro mondo si compenetri vicendevolmente con il mondo della città visibile, poiché ci guadagnano entrambi […]. E quando si riesce ad aiutare un bisognoso con l’abilità di non farlo sentire commiserato, con l’equilibrio tra sollecitudine, egualitarismo e discrezione, ecco, ci scopriamo immersi in qualcosa che, quasi quasi, potremmo anche chiamare amore”.

  
In libreria dal: 2016
Prezzo di copertina: € 15.00

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