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17 novembre. Giornata mondiale dei Poveri

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14-06-2019

La speranza dei poveri non sarà mai delusa”, questo il tema del messaggio di papa Francesco per la Giornata.

Il Papa, elencando le povertà del nostro secolo che riguardano milioni di persone nel mondo, pensa alle famiglie costrette a emigrare per cercare lavoro; ai bambini «violentemente separati dai genitori per un brutale sfruttamento»; ai giovani disoccupati «per politiche economiche miopi»; ai milioni di immigrati «vittime di tanti interessi nascosti, spesso strumentalizzati per uso politico, a cui sono negate la solidarietà e l’uguaglianza» e ai senza dimora emarginati.

«Quante volte vediamo i poveri nelle discariche a raccogliere il frutto dello scarto e del superfluo – scrive Francesco −, diventati loro stessi parte di una discarica umana sono trattati da rifiuti, senza che alcun senso di colpa investa quanti sono complici di questo scandalo. Si è giunti perfino a teorizzare e realizzare un’architettura ostile in modo da sbarazzarsi della loro presenza anche nelle strade, ultimi luoghi di accoglienza».

Ancora, il pontefice coglie anche l’occasione per condannare il caporalato che coinvolge ogni anno, specie nel sud Italia, migliaia di immigrati costretti a lavorare per ore sotto il sole cocente, «ricompensati con una paga irrisoria; non hanno sicurezza sul lavoro né condizioni umane che permettano di sentirsi uguali agli altri».

Premio Comunicazione e Cultura Paoline a Marco Frisina

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06-06-2019

Nel contesto di una riflessione a più voci sul tema della 53ma Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, «”Siamo membra gli uni degli altri” (Ef 4,25). Dalle social network communities alla comunità umana», il 4 giugno, alle 18.30, a Roma presso la basilica di Santa Maria in Montesanto (Chiesa degli Artisti) in P.za del Popolo, nel corso dell’incontro moderato dalla giornalista Benedetta Rinaldi; alla presenza di don Walter Insero, Direttore dell’ufficio delle comunicazioni sociali della Diocesi di Roma, di Paolo Ruffini, Prefetto del Dicastero della Santa Sede per la comunicazione, di Marcello Luigi Foa, presidente della Rai, di Aldo Cazzullo, scrittore e editorialista del Corriere della Sera, è stato assegnato il premio Comunicazione e Cultura Paoline  a monsignor MARCO FRISINA, musicista, compositore e direttore di coro.

Comunicazione e cultura è il premio che ogni anno – in concomitanza della GMCS e tra le iniziative della Settimana della Comunicazione – Paoline attribuisce a operatori dei media, registi, giornalisti, scrittori, artisti, cantanti, sacerdoti, o associazioni culturali che si segnalano per aver dato la migliore espressione concreta, con un’opera o una attività, al messaggio del Papa per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali.

“Non si tratta solo di migranti”. Messaggio del Papa

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29-05-2019

“Non si tratta solo di migranti” è il titolo del Messaggio di papa Francesco per la 105ma Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, che si celebrerà il 29 settembre 2019.

Nel suo Messaggio il Papa richiama lo spirito del Vangelo, magna charta del cristiano e scrive:

– Non si tratta solo di migranti: si tratta anche delle nostre paure.

– Non si tratta solo di migranti: si tratta della carità.

– Non si tratta solo di migranti: si tratta della nostra umanità.

– Non si tratta solo di migranti: si tratta di non escludere nessuno.

– Non si tratta solo di migranti: si tratta di mettere gli ultimi al primo posto.

– Non si tratta solo di migranti: si tratta di tutta la persona, di tutte le persone.

– Non si tratta solo di migranti: si tratta di costruire la città di Dio e dell’uomo.

Inoltre dice: “Cari fratelli e sorelle, la risposta alla sfida posta dalle migrazioni contemporanee si può riassumere in quattro verbi: accogliere, proteggere, promuovere e integrare. Ma questi verbi non valgono solo per i migranti e i rifugiati. Essi esprimono la missione della Chiesa verso tutti gli abitanti delle periferie esistenziali, che devono essere accolti, protetti, promossi e integrati. Se mettiamo in pratica questi verbi, contribuiamo a costruire la città di Dio e dell’uomo, promuoviamo lo sviluppo umano integrale di tutte le persone e aiutiamo anche la comunità mondiale ad avvicinarsi agli obiettivi di sviluppo sostenibile che si è data e che, altrimenti, saranno difficilmente raggiunti.

Dunque, non è in gioco solo la causa dei migranti, non è solo di loro che si tratta, ma di tutti noi, del presente e del futuro della famiglia umana. I migranti, e specialmente quelli più vulnerabili, ci aiutano a leggere i “segni dei tempi”. Attraverso di loro il Signore ci chiama a una conversione, a liberarci dagli esclusivismi, dall’indifferenza e dalla cultura dello scarto. Attraverso di loro il Signore ci invita a riappropriarci della nostra vita cristiana nella sua interezza e a contribuire, ciascuno secondo la propria vocazione, alla costruzione di un mondo sempre più rispondente al progetto di Dio”.

21 maggio. Giornata Mondiale della diversità culturale per il dialogo e lo sviluppo

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21-05-2019

La Giornata è un’occasione per celebrare gli straordinari benefici della diversità culturale, incluso il ricco patrimonio immateriale, e per riaffermare l’impegno della comunità internazionale verso il mutuo intendimento e il dialogo interculturale. Impegno che diventa sempre più gravoso a causa degli estremisti che rivolgono la loro violenza verso le minoranze culturali e distruggono il nostro patrimonio comune per indebolire i legami tra i popoli e la loro storia, ma anche a causa dello sviluppo urbano incontrollato, che tende a  standardizzare le nostre città, svuotandole delle loro identità e diversità sociali.

Kenya. La famiglia di Bernard si racconta

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30-04-2019

La famiglia di Bernard, beneficata dai sostenitori del progetto Scuola per tutti“, ci scrive:

 

“Nella mia famiglia siamo in otto. Vivevamo nello slum di Kibera in Nairobi con i nostri genitori. Nostro papà faceva qualche lavoro saltuario come idraulico e nostra madre qualche lavoretto. Ma i soldi bastavano solo per darci da mangiare, ma non per mandarci a scuola. La nostra vita era miserabile. Un giorno un nostro zio che lavorava con le suore Paoline, venne a trovarci accompagnato da una suora. Suor Teresa, vedendo la nostra situazione pregò i nostri genitori di tornare al villaggio; lei avrebbe cercato qualcuno per pagarci la scuola (al villaggio la scuola costa di meno; inoltre i nonni avevano un po’ di terra).

Così tutta la famiglia andò a vivere al villaggio, vicino ai nostri nonni. Eravamo contenti e presto iniziammo a frequentare la scuola. Però, nel novembre del 2006, la nostra mamma, mentre dava alla luce l’ottavo bambino, morì. Così rimanemmo soli con il papà e un fratellino di un giorno. Dopo il funerale, uno zio prese con sé il neonato (lui aveva un bambino di 2 anni) e questo gesto fu buono perché il bambino poté sopravvivere. Dopo tre anni nostro papà volle che anche questo bambino, che si chiama Philip, ritornasse con noi, fratelli e sorelle. Ora va a scuola.

Per alcuni anni la vita riprese e stavamo discretamente. Grazie all’aiuto costante dei benefattori, tutti andavamo a scuola. Nel 2011 però, nostro padre ha iniziato a sviluppare una protuberanza alla testa e dopo alcune lastre, scoprirono che era un tumore al cervello. Venne operato e dovettero togliere parte dell’osso cranico per rimuovere il tumore. Per sei mesi rimase con il cranio aperto per guarire. Dopo sei mesi subì una seconda operazione e rimpiazzarono l’osso cranico, rimosso precedentemente, con un osso artificiale. Grazie a Dio tutte e due le operazioni ebbero buon successo, anche se deve continuare le cure. Come conseguenza di questa malattia, le sue gambe non sono più forti e non può fare lunghi percorsi e per quelli brevi deve usare il bastone. Comunque siamo contenti che lui sia rimasto vicino a noi, specie dopo la morte di nostra madre.

Noi siamo molto riconoscenti per il vostro aiuto e grazie a voi, siamo tutti andati a scuola.

Questa è ora la nostra situazione:

  • Emmanuele, il primo, ha completato la scuola superiore e fa l’elettricista;
  • Elizabeth, la seconda, ha lasciato la scuola dopo la seconda superiora si è sposata e ha avuto due bambine (la seconda sfortunatamente è morta dopo due settimane);
  • Jacky, il terzo, ha completato la scuola superiore e si è sposato;
  • Isaaya, il quarto, ha finito la quarta, cioè la scuola superiore;
  • Zeno, il quinto, ha completato anche lui la scuola superiore;
  • Cliffe, il sesto, va ancora a scuola;
  • Anna, la settima, va ancora a scuola;
  • Philip, l’ottavo, che non vide mai la mamma, va ancora a scuola.
Zeno
Anna
Philip

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Noi siamo riconoscenti a Dio; a sr Teresa e a Silvia che non ci hanno mai fatto mancare l’aiuto; a Cristina Canale e altri benefattori, che non hanno mai dimenticato la famiglia di Bernard! Continuate a esserci vicini e a pregare per nostro padre perché, dall’ultimo controllo, sembra debba affrontare un’altra operazione.

Grazie a voi, anche noi abbiamo potuto frequentare la scuola come gli altri bambini!”

la famiglia di Bernard

8 aprile: Giornata internazionale dei popoli Rom e Sinti

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08-04-2019

L’8 aprile è la Giornata internazionale del popolo Rom, il Romano Dives. L’occasione è stata istituita in tutto il mondo per celebrare la cultura rom e per tenere alta l’attenzione sui problemi e le discriminazioni subite da questo popolo. Riconosciuta dall’Onu, la data dell’8 aprile è stata scelta per ricordare il primo congresso internazionale del popolo Rom del 1971.

Secondo l’Agenzia europea per i diritti fondamentali (Fra), la popolazione Rom e Sinti residente in Europa è di circa 10-12 milioni di persone. Di queste, più o meno 6 milioni sono quelle che vivono nei Paesi dell’Ue e la maggioranza sono cittadini europei. Con questi numeri, i Rom costituiscono la minoranza etnica più diffusa nel Vecchio Continente. La maggior parte si trova in Romania (oltre 2 milioni) ma dati rilevanti si registrano anche in Spagna, Ungheria e Bulgaria (circa mezzo milione). Si tratta comunque sempre di stime: censimenti definitivi sono inesistenti.

2 aprile: Giornata mondiale per la consapevolezza sull’autismo

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02-04-2019

La Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (Sinpia) osserva che, di fronte al progressivo aumento della malattia, si abbassa però l’età della prima diagnosi. E che è urgente sviluppare la medicina personalizzata per una migliore presa in carico.

Secondo la Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (Sinpia) le recenti politiche di indirizzo nazionali e regionali riguardanti l’autismo hanno tentato di individuare azioni e strategie che tengano conto della necessità di attivare una rete di interventi precoci e mirati, che integrino strumenti terapeutici ed educativi e che aderiscano a una prospettiva che tiene conto dell’intero ciclo di vita.

21 marzo: Giornata mondiale contro il razzismo

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20-03-2019

Come ogni anno, in occasione della Giornata mondiale per l’eliminazione delle discriminazioni razziali che si celebra il 21 marzo, l’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali (UNAR) promuove la “Settimana di azione contro il razzismo”, campagna di sensibilizzazione e animazione territoriale giunta alla sua quindicesima edizione, in programma dal 18 al 24 marzo 2019.

Quest’anno il tradizionale appuntamento sarà prolungato nel tempo: al posto di una sola settimana, infatti, le iniziative si protrarranno durante il mese di marzo con un intenso programma promosso in tutta Italia, che coinvolgerà il mondo della scuola, delle università, dello sport e delle associazioni.

L’offerta culturale, dunque, è stata resa ancora più ampia e diversificata e, oltre ai numerosi eventi territoriali, è previsto il lancio di una campagna di informazione dal titolo “Diversi perché unici” #diversipercheunici e di uno spot che andrà in onda sulle reti Rai. L’obiettivo è quello di diffondere un messaggio di rispetto e tolleranza della diversità, di contrasto nei confronti di ogni forma di discriminazione e di sostegno attivo alle vittime.

Si prevede, inoltre, l’avvio di una campagna social sui canali Facebook e Instagram dell’UNAR, così da raggiungere anche un pubblico più giovane.

Palermo. “Un seme per rinascere”

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27-01-2019

Paoline Onlus, sede di Palermo, insieme con l’Istituzione Teresiana, da alcuni anni, porta avanti un progetto rivolto ai giovani dell’Istituto Penale Minorile (IPM) di Caltanissetta: “Un seme per rinascere”.

Come scrive sr Fernanda Di Monte, fsp, si tratta di una iniziativa di formazione per riqualificare il tempo trascorso nel carcere e accompagnare i giovani nell’educazione, nella formazione umana e interiore.

 

 

 

 

Pakistan. Progetto “Quaderni formativi”

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06-01-2019

Aiutiamo i bambini poveri del Pakistan e soprattutto le bambine, a migliorare le proprie condizioni di vita; a far avanzare una cultura del rispetto della donna e dei suoi diritti. Per questo sosteniamo i costi di pubblicazione di due quaderni:

 

Aiutaci ad aiutare

Con 3 euro doni 2 quaderni e 1 penna biro

Con 5 euro doni 4 quaderni e 2 penne biro

 

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