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“Non sapevo che il mare fosse salato”

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25-10-2017

Titolo: “Non sapevo che il mare fosse salato”

Autori: Nandino Capovilla e Betta Tusset

Argomento: Cinque storie d’immigrazione, di speranza, di accoglienza

 

Quattro giorni di viaggio. Niente acqua. Niente cibo. A un certo punto ho bevuto acqua di mare. Non sapevo che il mare fosse salato”.

 

Amadou, Festus, Moussa, Ousain e Mady si sono lasciati alle spalle guerra e povertà, ma anche nel nostro Paese il loro futuro non è privo di punti interrogativi.

Nel libro, alle loro parole si alternano le riflessioni e i pensieri del parroco e di Adriana, Alessandra, Anna, Betta e Laura. Grazie al loro impegno, “tante solitudini sono diventate amicizia e condivisione”, scrive nella Prefazione monsignor Francesco Montenegro. Ma anche “grazie a quei fratelli”, scrive ancora l’arcivescovo di Agrigento, “che, venendo nella nostra terra, ci permettono di aprire il nostro cuore per farci entrare dentro il mondo”.

 

In libreria dal: 2017

Prezzo di copertina: 13.00 €

Premio Paoline Comunicazione e Cultura

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19-04-2017

L’appuntamento di riflessione è promosso e organizzato dall’Ufficio per le Comunicazioni sociali del Vicariato di Roma, in collaborazione con l’Associazione  Comunicazione e Cultura Paoline Onlus, con il patrocinio della Segreteria per la Comunicazione della Santa Sede.

Il Premio, assegnato da Paoline Onlus, viene conferito con cadenza annuale, a quegli operatori dei media, registi, giornalisti, scrittori, artisti, cantanti, sacerdoti, o associazioni culturali che si segnalano per aver dato la migliore espressione concreta, con un’opera o una attività, al messaggio del papa per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali.

Il 15 maggio 2017, a Roma, presso la Chiesa degli Artisti in piazza del Popolo, tale premio verrà conferito a Beppe Fiorello (vedi locandina).

Siete tutti invitati!

 

poster GMCS 2017-A4

51.a Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali

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29-01-2017

Il messaggio di papa Francesco per la 51.a Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali (28 maggio 2017) invita tutti coloro che, nell’ambito professionale e relazionale, “macinano” informazioni, a puntare su una comunicazione costruttiva che favorisca una cultura dell’incontro e porti a guardare la realtà con consapevole fiducia.

Con papa Francesco crediamo nella necessità di arginare la spirale della paura, che scaturisce da una eccessiva attenzione alle “cattive notizie”, e di fare spazio a narrazioni contrassegnate dalla logica della “buona notizia”; logica che spinge a superare malumore e rassegnazione per ricercare uno stile comunicativo aperto e creativo, tuttavia non disposto a concedere al male un ruolo da protagonista.

Papa Francesco ci ricorda che la speranza «è la più umile delle virtù, perché nascosta nelle pieghe della vita», ed è il filo attraverso cui lo Spirito Consolatore tesse la storia sacra dell’umanità. Tutti gli uomini e le donne di buona volontà sono chiamati ad alimentare la speranza, imparando a leggere − e a raccoglierne il fermento − quel Vangelo “ristampato” e vissuto da tante persone «che lasciandosi condurre dalla Buona Notizia in mezzo al dramma della storia, sono come fari nel buio di questo mondo, che illuminano la rotta e aprono sentieri nuovi di fiducia e di speranza».

Dalla speranza nasce la consapevolezza che il Regno di Dio è già in mezzo a noi. Esso è come un seme nascosto che cresce nel silenzio. Lo “vede” germogliare solo chi ha occhi «resi limpidi dallo Spirito Santo e non si lascia rubare la gioia del Regno a causa della zizzania sempre presente».

 

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